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Una lunga, triste stagione

Cari amici annojati, dal momento che reputo l’iniziativa del Manifesto Etico uno dei pochi elementi di rilievo della passata avventura elettorale, voglio comunicare a voi, come se fossi dinanzi ad uno specchio, la mia amarezza per quanto sta accadendo a Noicàttaro.
Il nostro paese ha bisogno di certezze che non riesce a trovare in alcun modo. Personalmente, pur non condividendone il progetto politico, ho apprezzato il gesto del sindaco Peppino Sozio.
Il nostro sindaco ha detto con chiarezza che “Noicàttaro non cambia e non cambierà mai”. E’ una valutazione politica che dovremmo prendere molto sul serio. Quando mi sono impegnato in campagna elettorale molte persone apprezzavano la buona volontà, ma sorridevano del fatto che una persona senza potere come me, e quindi senza altra capacità contrattuale che non fosse quella del linguaggio e dell’etica, si impegnasse in un’impresa destinata al fallimento. Si diceva che Noicàttaro è una “masseria senza porte”, che la politica locale sarebbe stata accessibile solo a chi avesse avuto sufficiente forza d’imposizione da poter garantire favori e lavoro ad personam.
E’ molto triste quando tale linguaggio, che è il linguaggio della corruzione, diviene “normale”. Tale linguaggio si è impadronito non dei consiglieri comunali, ma della cittadinanza. E’ questo l’elemento preoccupante. Il voto viene dato o per scambio o per “tenere contento” il parente fissato per la politica.
Dietro moltissimi voti nojani non vi è alcun progetto e, peggio ancora, alcuna idea di Città e di convivenza civile.
Quando finirà questa lunga e triste stagione?

Pasquale Renna
Annojato

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