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Referendum o gioco delle tre carte?

Oggi e domani si va a votare. Si è insistito abbastanza sull’importanza di andarci e di votare SI, un ultimo invito lo vogliamo dare però facendo riflettere su una cosa: il NO ha ben il doppio di possibilità di vincere rispetto al SI. Il No, infatti, vincerebbe sia se non si raggiungesse il quorum che se fosse scelto dalla maggioranza dei votanti. Paga uno prendi due. Il SI vincerebbe solo se tutti, in coscienza, decidessero di recarsi alle urne e se ovviamente, in numero di SI superasse quello di NO. Paga due prende uno.
Una bella sfida.
L’esigenza di un referendum sorge quando, onorevoli da noi eletti, demandati e pagati, non sono evidentemente in grado di legiferare, tanto che demandano a noi, per mezzo proprio del referendum, l’onere di intervenire direttamente nella politica del Paese. Da qui una proposta, dal momento che il referendum c’è quando i politici non sono in grado di evitarlo, nel momento in cui non si raggiungesse il quorum, sarebbe
il caso di risolvere il problema alla radice: mandare i governanti incapaci a casa.
Proposta ancora più audace: il referendum non dovrebbe essere solo abrogativo, ma anche propositivo, in maniera tale che i governanti possano essere sostituiti, se necessario, in toto.
In attesa di un’avveniristica politica diretta, c’è una cosa che possiamo da subito fare: andare a votare!
Più acqua pi tutti.

Giacomo Colonna
anNojato

1 commento per Referendum o gioco delle tre carte?

  • giacomo colonna

    immaginate la pioggia a pagamento? a seguire un arcobaleno di conto correnti postali prestampati con relativo importo a carico dei fortunati alluvionati, e le nevicate? tassazione creativa o del Creatore un buon suggerimento per il ministro Tremonti.

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