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IL RISORGIMENTO NOJANO

La scorsa settimana partecipavo nel Palazzo della Cultura , con altri artisti del Parnaso, ad un’estemporanea di pittura per festeggiare il 150° anniversario dell’unità d’Italia.
Mentre disegnavo alcuni personaggi che hanno reso grande la nostra nazione, oltre a registrare la presenza di numerosi cittadini lieti e curiosi,  notavo, escluso il CommissarioVolpe indaffaratissimo,  l’assenza di vecchi e nuovi politici di Noicàttaro.
Mi sentivo orfano e immaginavo costoro chiusi nelle stanze buie dei partiti a pianificare i futuri fallimenti.
Sorgeva in me il desiderio inderogabile di un “risorgimento nojano“.
Siamo alla vigilia di una campagna elettorale determinante per il destino della nostra comunità ed  incredibilmente prendo atto che,  a poche settimane dal voto, una città di quasi trentamila abitanti non riesce ancora ad esprimere una candidatura a sindaco degna di questo nome.  Tutto tace.  Regna un’oscurantismo simile a quello dell’Italia prerisorgimentale.
Lo sappiamo:  i moti risoltosi che portarono all’unità della Patria non furono partoriti dalpopolo soggiogato e diviso ma da alcune personalità lungimiranti e da intellettuali dediti alla socialità e alle arti.  Quasi mai le rivoluzioni sono prerogative esclusive delle masse.
Il popolo nojano smarrito e sfiduciato cerca la strada della rinascita e una classe dirigente che la indichi.  Tutti sono chiamati a dare il loro contributo.

L’indignazione e il rigetto verso i politici e la politica devono indurre la gente a compiere le giuste scelte elettorali.

E’ inutile protestate o piagnucolare  per poi sedersi sulla sponda del fiume ad aspettare il passaggio dei cadaveri magari morsicando la “pagnotta” elemosinata.
Non biasimo i giovani per il loro silenzio . Come possiamo convincerli che la politica è cosa buona e giusta ?

Tuttavia dobbiamo provarci perchè i ragazzi rappresentano il nostro futuro.
La comunità nojana vanta decine di personalità di rilievo nelle istituzioni nazionali, regionali e provinciali senza beneficiarne.

Faccio appello al loro senso di appartenenza : fatevi avanti !
Noicàttaro ha bisogno come l’aria delle vostre competenze e specificità.
Un ex sindaco da me sollecitato ad un rinnovato impegno, pur consapevole delle sue ancor fresche capacità organizzative,  si dichiarava logorato dal lavoro profuso e non disponibile.
Il buon politico,  più di altri,  ha il dovere morale dell’impegno perchè la sua esperienza può tornare molto utile.  Del cattivo politico invece, questa volta, possiamo farne a meno.
La situazione è così critica che non possiamo più sbagliare.
Le associazioni culturali e di categorie,  i movimenti,  i sindacati devo svolgere un ruolo determinante per la formazione della nuova classe dirigente e possono davvero rappresentare il motore dello sviluppo rinunciando a coltivare il proprio orticello nell’interesse di tutti.
La politica è partecipazione e se ben fatta riempie l’anima.
Personalmente non ho fatto e mai farò il politico perchè ammetto di non avere la pazienza e l’equilibrio necessari ma ho sempre fatto politica, che ritengo cosa nobile,  impegnandomi nel sociale e nell’arte per migliorarmi e per offrire un piccolo contributo alla comunità.
Lo spirito di donazione e il sentimento di altruismo devono essere i pilastri dell’azione dei politici di buona volontà.
Domenica scorsa mentre percorrevo in bici il litorale di S.Vito venivo catturato da un’immagine: da un lato una ex palma ridotta a cumulo di segatura e dall’altro un bellissimo pesco in fiore.
Consideravo l’inesorabile azione del punteruolo rosso che rosicchiando la polpa del tronco di fatto condanna a morte la pianta e se stesso e ,  per contro,  mi convincevo che portare a frutto il pesco significava inpegnare la competenza dell’agronomo,  la specificità del potatore e la forza del portatore d’acqua ; nasceva in me la certezza che, a tempo
debito, tutti avrebbero assaporato la succosa polpa delle pesche.
Quando si parla di buoni o cattivi politici….

Michele Dipinto

Annojato

2 commenti per IL RISORGIMENTO NOJANO

  • leggo con attenzione e ammirazione quello che scrivete, tante cose non le condivido, tuttavia le rispetto perchè credo che ognuno debba avere la sua convinzione.
    una convinzione personale che non può e non deve rappresentare il giusto a tutti i costi, mi spiego meglio: siete per il cambiamento e questo va rispettatao, ma essere per il cambiamento cosa significa? …accettare solo il nuovo o accettare il nuovo e quella parte del vecchio che secondo voi è brava e buona?…..mi faccio questa domanda perchè leggendo il post dell’ottimo Dipinto leggo testualmente:Un ex sindaco da me sollecitato ad un rinnovato impegno , pur consapevole delle sue ancor fresche capacità organizzative , si dichiarava logorato dal lavoro profuso e non disponibile.
    Il buon politico, più di altri, ha il dovere morale dell’impegno perchè la sua esperienza può tornare molto utile. Del cattivo politico invece, questa volta, possiamo farne a meno.
    e chi lo stabilisce che questo ex sindaco sia giusto e bravo? quale metodo di classificazione è stato usato?….mi piacerebbe sapere perchè esistono buoni ex politici e cattivi ex politici, e chi giudica questo? ….secondo me sarebbe meglio dare al POPOLO la possibilità delle scelte e se poi il POPOLO si “venderà” per un pugno di mosche la responsabilità sarà solo sua!
    un abbraccio
    mimmo

  • VINCENZO DE GREGORIO

    Se solo qualcuno imparasse a comunicare gli eventi. Ma non solo. Anche a capire che in tutte le cose esiste una deontologia professionale che non può essere derogata. Se ad una manifestazione non si viene invitati, noi, ad esempio, abbiamo il buon senso di non farci vedere, non si sa mai. Mentre l’idea che ha oggi chi guida il Comune, incredibile ma vero, va solo nella direzione di un sito web, non il vostro che ritengo sia tra i più belli e ricchi di notizie tra quelli che si sono affacciati dalle nostre parti negli ultimi mesi. Complimenti davvero! Ecco perchè l’amico Dipinto non ha visto noi da quelle parti, pur avendo dedicato all’evento una bella mezza pagina. E’ mai possibile che da Bari a Noicàttaro qualcuno non abbia trovato per terra una copia del nostro Giornale, nato nel 1870 nel capoluogo pugliese e concretizzatosi dal 30 gennaio del 1993 proprio a Noicàttaro? E’ mai possibile che nessuno, tra i collaboratori del commissario, non gli ha comunicato della nostra presenza in città che dura ormai da da 18 anni ogni 15 giorni? Sono i misteri del terzo millennio. Noi siamo pronti a continuare a fare la nostra parte. Peccato che le istituzioni ci trattino così male. A presto. Grazie per l’ospitalità. Buon lavoro a tutti. E serene elezioni.